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Treno della memoria: viaggio d’istruzione

Partecipa all’iniziativa Treno della memoria!

 

Da più di 10 anni, grazie al Viaggio della Memoria, organizzato dal ministero dell’Istruzione in collaborazione con scuole di tutta Italia, migliaia di ragazzi hanno la possibilità di visitare i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, ripercorrendo in treno dall’Italia alla Polonia, l’itinerario compiuto dai deportati. Al primo convoglio partecipò anche Primo Levi, che accompagnò la cerimonia per i 70 anni della Liberazione del campo di sterminio Auschwitz-Birkenau con queste parole: ” Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perchè ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate, anche le nostre”.

http://auschwitzbirkenau.it/letture-raccomandate/

 

Il Treno della Memoria nasce proprio come percorso educativo, della durata di un anno, finalizzato a contestualizzare, testimoniare e ricordare il fenomeno dell’Olocausto e della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

La prima fase consiste in attività formative funzionali alla conoscenza, approfondimento e riflessione dell’organizzazione e ideologia dei regimi nazista e fascista, del funzionamento del sistema concentrazionario europeo e dei suoi effetti.

 

La seconda fase invece, quella centrale, è il viaggio a Cracovia che si svolge tra la fine di gennaio, in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio), e i primi di marzo.

Lo scopo principale del viaggio è la visita al Campo di Concentramento di Auschwitz-Birkenau e al Ghetto ebraico della città, Kazimierz, luoghi drammatici di distruzione, ma anche di vita e di resistenza. Nel corso del viaggio in treno, della durata di circa 13 ore, i ragazzi parteciperanno ad attività educative lavorando sui temi della deportazione, della propaganda e delle leggi razziali attraverso letture, immagini e documenti.

 

Valore aggiunto dell’iniziativa sono le testimonianze dirette di alcuni sopravvissuti e l’attività finale di Commemorazione tramite l’immedesimazione in un deportato partendo dal suo volto e dai pochi dati reperibili sulle istantanee affisse sulle pareti dei blocchi 6 e 7.

 

In occasione della Giornata e del Treno della Memoria 2016, il  team di Tourismidea è a disposizione per fornire qualsiasi tipo di informazione e consulenza in merito all’organizzazione del viaggio e della logistica di tutti i partecipanti, studenti ed insegnanti.

Ottime soluzioni sono inoltre previste qualora le scuole vogliano scegliere Cracovia e Auschwitz-Birkenau come viaggio di istruzione.

Per maggiori informazioni sul treno della memoria è possibile visitare il sito www.trenodellamemoria.it

 

emozioni

Emozioni suscitate

Per cinque anni il nome di Auschwitz destò sentimenti di terrore fra gli uomini dei Paesi invasi dai nazisti. Auschwitz fu il campo di concentramento più grande dove atrocità indescrivibili furono compiute nei confronti dei prigionieri:“Soluzione finale alla questione ebraica” fu la giustificazione a questo genocidio.

Nei tre campi (Auschwitz I, Auschwitz-Birkenau e Auschwitz III-Monowitz) persero la vita circa 70000 persone, per lo più prigionieri di guerra russi, ebrei ed intellettuali polacchi morti di stenti per la fame, per il lavoro massacrante, per le pessime condizioni igienico/ sanitarie o peggio ancora uccisi nei forni crematori o nelle camere a gas.

 

Il luogo dedicato alla memoria dei deportati e delle vittime, eletto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità oggi è un museo aperto al pubblico che suscita forti emozioni ad ogni visitatore.

All’arrivo il turista può vedere la “ferrovia interrotta” lungo la quale circolavano i treni dei deportati e che termina all’ingresso del campo.

Così come la ferrovia si interrompe drasticamente, allo stesso modo molte vite furono tragicamente stroncate.

La visita dei turisti inizia con l’attraversamento del cancello recante la triste scritta “Arbeit Macht Frei” e questo basta a catapultarli nel passato.

Ma quali sono le emozioni suscitate da questa visita?

Chi ha visitato il campo racconta di essere stato colpito dallo sguardo dei deportati nelle fotografie lungo i corridoi dei blocchi, dall’angusto dormitorio in legno, lo spazio sconfinato di Birkenau dal quale emergono le torri di guardia e i camini in mattoni.

Una camera a gas è ancora oggi visitabile: i prigionieri si spogliavano convinti di dover fare una doccia, mentre invece incontravano una lenta e sofferente morte causata dai gas mortali sprigionati da tubi fissati al soffitto.

Durante tutta la visita il silenzio fa da padrone, non si trovano le parole da pronunciare, gli occhi vorrebbero non guardare. Questa sensazione di impotenza continua anche all’uscita da quei luoghi e qualcosa cambia per sempre nella mente del visitatore.

Ci sono persone che dopo l’esperienza non riescono nemmeno a mangiare perché svuotati da qualsiasi bisogno, qualsiasi appetito ; ci vuole tempo per metabolizzare le emozioni appena vissute.

L’esperienza, sebbene svolta in un luogo testimone di crudeltà così efferate, arricchisce l’uomo, lo rende fragile, elimina le differenze tra individui in quanto di fronte al dolore e alla morte siamo tutti uguali. Inoltre, è un occasione di confronto con gli altri visitatori; il confronto è il primo passo verso la libertà.  Ad Auschwitz oltre alla libertà fisica mancava la libertà di arbitrio, l’annientamento della concezione dell’uomo è stato il danno più grande che Hitler abbia potuto fare con il proprio operato nei campi di concentramento.

 

 

 

Regolamento di Auschwitz Birkenau : come comportarsi

 All’interno del museo è necessario seguire il regolamento di Auschwitz – Birkenau:

(Estratto dal regolamento di Auschwitz, documento ufficiale consultabile sulla pagina internet del museo.)

L’ingresso al museo è gratuito, è possibile affittare delle audioguide per gruppi oltre le 10 persone o seguire una visita accompagnati da un educatore, prenotando attraverso Appartamenti Cracovia

Il museo è aperto tutti i giorni dell’anno, fatta eccezione per le date del 1° gennaio, 25 dicembre ed il primo giorno di Pasqua.
Gli orari di apertura sono variabili a seconda del periodo

 E’ inoltre vietato l’ingresso al museo con borse / bagagli che superino le misure di 30x20x10 cm e con abiti poco consoni, il museo è un luogo dove bisogna osservare il massimo rispetto.

E’ possibile scattare foto in tutte le aree, senza flash, ad eccezione del muro con i capelli delle vittime ( Block nr4 ) , le cantine al blocco nr 11, nella stanza nr 5 e nella zona di controllo prima dell’ingresso . Le fotografie non possono essere usate per infamare il buon nome delle vittime del Campo di Concentramento di Auschwitz. Non è consentito filmare .
Filmare o fotografare l’area del Museo a scopo commerciale richiede una previa autorizzazione da parte della Direzione.
Filmare e/o fotografare l’area de museo con un drone senza previa autorizzazione del Museo non è consentito.

Non è consentito spostare, asportare o danneggiare alcun oggetto presente all’interno delle strutture.

Arbeit macht frei, regolamento di Auschwitz

L’insegna, ormai famosa posta al cancello d’ingresso. “Arbeit Macht Frei” , ovvero “Il Lavoro rende liberi”

Non è consentito l’accesso di alcun animale, se non cani guida.

E’ vietato fumare (anche sigarette elettroniche) ,  consumare bevande alcoliche o mangiare all’interno della struttura e negli spazi adiacenti .
Non sarà consentito l’accesso a coloro i quali si presenteranno in uno stato psicofisico alterato da alcolici o  sostanze tossiche.

Non è possibile portare passeggini all’interno della struttura o veicoli escluse le sedie a rotelle.

Non è possibile accendere candele commemorative al di fuori degli spazi designati

Non è possibile utilizzare strumenti audio quali radio e/o altri, o l’uso del cellulare all’interno delle strutture.

E’ vietato l’ingresso con armi o oggetti che possano danneggiare l’incolumità altrui.

E’ vietato l’ingresso con bandiere, poster , banner o annunci pubblicitari.

L’ingresso alla torre dell’orologio a Birkenau è permesso solo a gruppi accompagnati da guide. L’ingresso è consentito solo a 30 persone per volta.

La visita è sconsigliata (ma non vietata) ai minori di 14 anni

E’ obbligatorio mantenere il silenzio in segno di rispetto.


Il regolamento di Auschwitz è stato istituito per permettere a tutti di poter visitare il museo rispettando la memoria delle vittime.

Tutti quelli che non seguiranno il regolamento di Auschwitz verranno sanzionati o allontanati dalla struttura.

film sull'olocausto

Film sull’olocausto

 Film sull’olocausto raccomandati

Cosa vedere?

Oltre alle letture consigliate, per gli amanti del cinema abbiamo selezionato altrettante pellicole da vedere per informarsi sulle vicende legate ai campi di concentramento. Ecco quindi una piccola lista con i cinque film sull’olocausto più interessanti secondo il team di Tourismidea.

I 5 film da vedere sull’Olocausto

1. La vita è bella (1997)

Film sull’olocausto pluripremiato, La vita è bella ha sicuramente una marcia in più: l’umanità che distingue la pellicola, la sua ironia e il messaggio di speranza che trasmette sono tutti elementi che ci spingono a posizionare questo film al primo posto.

2. La lista di Schindler (1993)

Tratto dall’omonimo romanzo, il film sull’olocausto si caratterizza per una visione meno “fredda” degli avvenimenti, ma comunque dedicata alla scoperta degli orrori del tempo. Merita di essere visto anche per la fotografia particolare.

3. Il pianista (2002)

Diretto da Roman Polanski, il film sull’olocausto narra le vicende del musicista ebreo W. Szpilman, che sfuggì, tra mille peripezie, alla deportazione. Premiato a Cannes, il film si rifà alla vera storia del pianista narrata nell’omonimo libro, anch’esso consigliatissimo.

4. Il bambino con il pigiama a righe (2008)

Struggente film sull’olocausto che narra la storia di un’innocenza infantile capace di superare l’odio razziale e la barbarie che ciò comporta. La pellicola certamente presenta delle incongruenze con la realtà dei fatti (nessuno poteva avvicinarsi alle recinzioni, e a Auschwitz non erano presenti bambini, se non quelli destinati a esperimenti scientifici), ma è comunque valido per l’umanità rappresentata.

5. Arrivederci ragazzi (1987)

Questo film sull’olocausto è altamente autobiografico: è infatti ispirato alla giovinezza del regista, che ricorda i suoi anni a scuola e la vicinanza con dei ragazzini ebrei che saranno poi internati e uccisi nei campi di sterminio. Ambientata in Francia, in un collegio cattolico che funge da copertura, la storia triste di questi ragazzi ci dimostra come ai tempi nessun luogo fosse sicuro.

libri sull'olocausto

Libri sull’olocausto – letture raccomandate

Vuoi conoscere i più importanti libri sull’olocausto? Leggi qui!

La letteratura riguardante la tragedia avvenuta nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau è sicuramente corposa e i visitatori si chiedono sempre cosa leggere e come documentarsi. Ecco quindi una piccola lista con i cinque libri sull’olocausto più interessanti secondo il team di Tourismidea.

 

5 libri sull’Olocausto consigliati

1. Diario, A. Frank

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.

Anna Frank, Diario, ed. 1964

Tra i libri sull’olocausto uno dei più conosciuti è sicuramente il Diario di Anna Frank. Il diario della giovane Anna Frank è un’opera toccante e innocente che ci mostra le paure e la vita di una ragazzina alle prese con le difficoltà della guerra e la “colpa” di essere ebrea. Assolutamente consigliato.

2. Se questo è un uomo, P. Levi

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.

Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947

Si dice che questo sia un libro che non si leggerà mai abbastanza, che la sua influenza nel mondo abbia pochi eguali. La scrittura di Primo Levi commuove e fa pensare, richiede al lettore di non dimenticare per lasciare spazio a un futuro migliore.

3.  La lista di Schindler, K. Thomas

Il libro che ha ispirato l’omonimo film è un crudo ricordo dell’epoca, che riporta in vita la tragica storia di milioni di persone e la crudezza degli avvenimenti. Il romanzo merita di essere letto per la sua visione lucida delle vicende e per la sua vividezza.

4. Pensaci uomo!, A. Steiner, P. Caleffi

Un libro che racconta le esperienze tramite immagini. Potente, ma non impegnativo, il volume colpisce per la scelta accurata delle fotografie, per la grande umanità rappresentata da queste e il loro impatto emotivo.

5. Auschwitz. Ero il numero 220543, D. Avey

Il poeta Lovelace ha scritto che non bastano muri di pietra e sbarre per imprigionare lo spirito umano. Avevo letto quella poesia da piccolo, e ne avevo fatto il mio motto. Sapevo che non potevano tenere in gabbia la mia mente. Fintanto che riuscivo a pensare, ero ancora libero.

Denis Avey, Ero il numero 220543, 2011

Altro volume eccezionale, racconta la storia di un soldato inglese infiltrato nell’inferno di Auschwitz e miracolosamente sopravvissuto. Il protagonista decise di narrare la sua storia alla veneranda età di 90 anni, quando ancora incubi legati al periodo disturbano le sue notti. Un libro toccante e interessante, spietato nelle sue descrizioni, cerca di raccontarci l’inferno che i prigionieri erano costretti a subire.

Arrivare a Auschwitz

Arrivare a Auschwitz-Birkenau

Arrivare a Auschwitz: posizione

Auschwitz si trova in una cittadina a circa 60 km da Cracovia, Oświęcim. Per questo si consiglia di inserire la visita ai campi di concentramento durante una vacanza nella capitale culturale della Polonia. Ci sono moltissimi modi per visitare i campi di concentramento essendo questi ben serviti dai mezzi pubblici. Inoltre ci sono molti tour operator che offrono pacchetti per la visita.

Per trovare il miglior alloggio a Cracovia vi consigliamo di consultare questo sito.

Arrivare a Auschwitz in macchina

Se arrivate in macchina potete prendere l’uscita di Oświęcim e prendere la statale 933. Per parcheggiare potete inserire il seguente indirizzo nel navigatore: Stanisławy Leszczyńskiej, 11, che vi porterà direttamente al parcheggio di Auschwitz e all’entrata del museo.

Arrivare a Auschwitz in treno

La stazione di Oświęcim è ben servita e si trova a soli 2 km dal museo. Il viaggio dura circa un’ora e mezza ed il prezzo è di circa 20 PLN. Per avere informazioni più dettagliate vi consigliamo di controllare il sito delle ferrovie dello stato. Dalla stazione si possono prendere gli autobus che portano direttamente i visitatori ai campi di concentramento. Nei mesi estivi può essere interessante raggiungere il luogo a piedi direttamente dalla stazione di Oświęcim.

Arrivare a Auschwitz in autobus

Da Cracovia e Katowice è possibile raggiungere Oświęcim ed i campi di concentramento con vari autobus. Questo mezzo non è sicuramente il più veloce, ma vi permetterà di osservare con calma il paesaggio fuori la città.

Gli autobus sono molto frequenti e impiegano circa un’ora e mezza per arrivare a destinazione, con costi davvero convenienti (12 – 14 PLN). Per maggiori informazioni e per avere dati e orari sempre aggiornati vi consigliamo di consultare il sito online.

Ti serve aiuto per arrivare a Auschwitz?

Se non vuoi perdere tempo in autobus o in treno, ma piuttosto avere un servizio che ti permetta di partire direttamente da casa e ti porti velocemente a Auschwitz potrai contattare Appartamenti Cracovia, un servizio organizzato da italiani per italiani che aiuta i viaggiatori a sentirsi bene come a casa propria.

Volete visitare Auschwitz senza una guida?
Ogni giorno dalle ore 8.00 alle ore 10.00 e dalle ore 15.00 potrete usufruire dell’ingresso gratuito (senza guida)

visita a Auschwitz

Auschwitz e Birkenau: perché meritano una visita

Perché una visita ai campi di concentramento?

La visita ad Auschwitz-Birkenau è da molti additata oggigiorno come trovata commerciale che denigra la storia di questi luoghi pieni di sofferenza. Eppure, una visita è d’obbligo: sono luoghi in cui è stata scritta la storia del secolo scorso, un passato che ha sconvolto l’Europa e tutto il mondo occidentale. La sconfitta dell’ideologia nazista è stata certamente una vittoria, molti però tendono a dimenticare i motivi per cui si sono affermati principi e idee alla base di tutte le costituzioni moderne e che oggi appaiono come condizione necessaria per garantire una vita dignitosa ad ogni individuo. Per questo, e per molti altri motivi, tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita i segni tangibili di un dolore provato da tanti solamente 70 anni fa. D’altra parte la storia del nazismo, della seconda guerra mondiale e di tutte le atrocità accadute a quel tempo sono argomenti talmente vasti che non possono essere qui trattati approfonditamente.

Rilevanza attuale

Questi luoghi fanno riflettere non solo sul recente passato, ma anche sui tempi che corrono e che ancora vedono minoranze discriminate in tutto il mondo. La malvagità di uomini senza scrupoli è qui ben visibile; guide ben preparate vi racconteranno gli orrori perpetrati su migliaia di persone innocenti, vi mostreranno i risultati di un regime radicale e pronto a tutto, di cui il mondo intero ancora prova un’infinita vergogna.

Infine, la visita permette una profonda riflessione sulla vita e sul suo valore, sulle proprie esperienze e sulle scelte passate e future. Siamo tutti vulnerabili in un posto del genere, i confini sono indefiniti una volta varcati i cancelli di Auschwitz: gli uomini, nella sofferenza, sono davvero tutti uguali.

Quando visitare

La visita a Auschwitz e Birkenau può essere effettuata durante tutto il corso dell’anno, per maggiori informazioni sugli orari clicca qui.

Si consiglia di evitare il mese di agosto, in quanto i turisti raggiungono il picco, e nel caso organizzare la vista il mattino presto.

Se vi servisse aiuto nell’organizzare la visita potete contattarci cliccando qui.